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Cari connazionali, gentili visitatori,

sono arrivato a Berna da pochi giorni, assumendo le funzioni di Ambasciatore d’Italia in Svizzera, con accreditamento anche in Liechtenstein. È per me un ritorno, dopo aver ricoperto tra il 2004 e il 2007 l’incarico di Console Generale a Basilea.

Entrando dall’autostrada per raggiungere l’Ambasciata si viene quasi salutati dalle onde concepite da Renzo Piano per il Paul Klee Zentrum, che disegnano archi dolci verso il cielo svizzero e affondano poi nell’erba, scavando sotto il suolo: impossibile non pensare al movimento avvitato verso il cielo romano della cupola a conchiglia tortile che un grande architetto nato in terre svizzere, Francesco Borromini, ricavò oltre quattro secoli fa quasi da spazi inesistenti ove ora sorge Sant’Ivo alla Sapienza.

È una duplice metafora delle relazioni tra Svizzera e Italia, che hanno pochi paragoni possibili, nel panorama internazionale. Siamo paesi vicini, condividiamo uno dei confini più belli del mondo, disegnato dal profilo maestoso delle Alpi e dalle acque profonde dei grandi laghi di montagna. Abbiamo una lingua in comune e tante reciproche influenze umane e culturali. Siamo due Paesi che si parlano e si incontrano incessantemente, che collaborano e lavorano insieme, contribuendo alla reciproca crescita e al mutuo benessere.

Seicentoquarantamila cittadini italiani vivono nel territorio della Confederazione, e molti di loro hanno la doppia cittadinanza. Gli scambi commerciali raggiungono i trenta miliardi di euro all’anno. Settantamila italiani attraversano ogni giorno le frontiere per lavorare in Svizzera. Ma il contributo è reciproco, in termini di produzione, di investimenti, di rapporti umani e culturali.

È in tutti questi settori che lavorano ogni giorno le Istituzioni italiane in Svizzera, l’Ambasciata, i Consolati Generali a Zurigo, Lugano e Ginevra, il Consolato a Basilea, l’Istituto Italiano di Cultura, l’Istituto per il Commercio Estero, la Camera di Commercio, gli uffici consolari onorari. Senza dimenticare che in territorio svizzero agisce la nostra Rappresentanza Permanente presso le Organizzazioni Internazionali, a Ginevra, ove ha sede anche il CERN, oggi diretto dall’italiana Fabiola Gianotti e già presieduto da un nostro premio Nobel, Carlo Rubbia, e prima ancora da uno dei ragazzi di via Panisperna, Edoardo Amaldi, che ne fu anche fondatore.

In questo spirito mi accingo dunque a dirigere l’Ambasciata d’Italia: mettendo al primo posto i nostri concittadini che vi risiedono o vi lavorano, le loro famiglie e le loro necessità; tenendo poi presente l’importanza della complessa rete di rapporti culturali, linguistici, artistici, scientifici, economici, finanziari, sportivi, di crescita e di sviluppo; ricordando che l’Italia è membro e fondatore dell’Unione Europea, nata da un accordo firmato sessantadue anni fa a Roma, e che dunque la nostra azione si muoverà sempre nel contesto europeo, anche in Svizzera.

So di contare su un gruppo di collaboratori bravi e motivati, e questo renderà più agevole un compito che facile non è; così come molto conterà l’apporto delle cattedre e istituti italiani nelle università svizzere, delle scuole italiane, dei consiglieri CGIE e dei Comites, delle sedi della Dante Alighieri e di tutte le altre associazioni nate dal dinamismo dei connazionali in Svizzera.

Questa pagina che visitate è una delle nostre vetrine, insieme ai profili attivi su Twitter e Facebook, ed è anche uno strumento di lavoro e un mezzo di contatto tra noi e voi, tra voi e me. Per un servizio che deve essere solido come le rocce delle Alpi e trasparente come i laghi di montagna. 

 


 


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