{"id":945,"date":"2021-06-02T12:59:50","date_gmt":"2021-06-02T10:59:50","guid":{"rendered":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/06\/discorso-dell-ambasciatore-silvio\/"},"modified":"2021-06-02T12:59:50","modified_gmt":"2021-06-02T10:59:50","slug":"discorso-dell-ambasciatore-silvio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/06\/discorso-dell-ambasciatore-silvio\/","title":{"rendered":"DISCORSO DELL\u2019AMBASCIATORE SILVIO MIGNANO IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA REPUBBLICA 2021"},"content":{"rendered":"<p>Eccellentissimo Presidente Guy Parmelin, Eccellentissimo Consigliere Federale Ignazio Cassis, Capo del Dipartimento Federale Affari Esteri, Eccellentissimi Consiglieri Federali,<\/p>\n<p>Ihre Hoheiten Hans Adam e Alois Philipp Maria von und zu Liechtenstein, Ehrenwertere Ministerin f\u00fcr \u00c4usseres, Bildung und Sport Frau Dominique Hasler,<\/p>\n<p>Eccellentissimo Nunzio Apostolico, decano del corpo diplomatico, eccellentissimi ambasciatori e tutti i membri del corpo diplomatico e consolare accreditato in Svizzera e Liechtenstein,<\/p>\n<p>Onorevoli parlamentari del Consiglio degli Stati e del Consiglio Nazionale svizzeri e del Landtag del Liechtenstein,<\/p>\n<p>Onorevoli parlamentari italiani eletti in Europa e in altre circoscrizioni estere,<\/p>\n<p>Autorit\u00e0 federali, cantonali, comunali e locali della Svizzera e del Liechtenstein,<\/p>\n<p>Signor Segretario Generale e Signori Consiglieri del CGIE, Signori presidenti e membri dei Comites e di tutte le realt\u00e0 associative italiane in Svizzera e in Liechtenstein,<\/p>\n<p>Signori presidenti e membri delle Societ\u00e0 Dante Alighieri, della SAIS e di tutte le altre istituzioni culturali e scolastiche italiane in Svizzera e in Liechtenstein,<\/p>\n<p>Signor Presidente e membri della Camera di Commercio Italo-Svizzera e tutti gli attori del mondo imprenditoriale italiano in Svizzera e in Liechtenstein,<\/p>\n<p>Signori esponenti del giornalismo per gli italiani all\u2019estero e tutti i rappresentanti della stampa italiana, svizzera, del Liechtenstein e internazionale,<\/p>\n<p>Cari Consoli, Consoli Generali, colleghi dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Berna, dei quattro Uffici consolari, dei consolati onorari, dell\u2019ICE, dell\u2019ENIT, del CONI, dell\u2019Istituto Italiano di Cultura, degli uffici scolastici, di tutte le Istituzioni italiane presenti nella Confederazione Elvetica e in Liechtenstein,<\/p>\n<p>Cari connazionali, Signore e Signori,<\/p>\n<p>Ridendo allora Beatrice disse:<br \/>\u00abInclita vita per cui la larghezza<br \/>de la nostra basilica si scrisse,<\/p>\n<p>fa risonar la spene in questa altezza:<br \/>tu sai, che tante fiate la figuri,<br \/>quante Ies\u00f9 ai tre f\u00e9 pi\u00f9 carezza\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLeva la testa e fa che t\u2019assicuri:<br \/>ch\u00e9 ci\u00f2 che vien qua s\u00f9 del mortal mondo,<br \/>convien ch\u2019ai nostri raggi si maturi\u00bb.<\/p>\n<p>Questa che vi ho letto \u00e8 la descrizione della speranza fatta dal nostro pi\u00f9 grande poeta, nel XXV canto del Paradiso. Lo stesso Papa Francesco, nella sua lettera apostolica Candor lucis aeternae del 25 marzo scorso, definisce Dante \u201cprofeta di speranza che d\u00e0 slancio al nostro cammino\u201d. Speranza, Dante Alighieri, Duemilaventuno: siamo entrati nel settecentesimo anno dalla morte del Sommo poeta e abbiamo compiuto purtroppo un anno di emergenza pandemica. Questi due dati temporali, cos\u00ec distanti e cos\u00ec diversi tra loro, vorrei che fossero oggi illuminati proprio da questa parola, che Dante nelle terzine che ho letto non nomina esplicitamente ma che Beatrice descrive con parole di assoluta bellezza.<\/p>\n<p>Abbiamo tutti bisogno di speranza, in questo momento, dopo un anno e mezzo di sospensione delle nostre esistenze quotidiane, di congelamento quasi o di forte condizionamento delle nostre attivit\u00e0 professionali e istituzionali, dei nostri commerci, dei nostri studi, dei nostri viaggi, affetti, giochi, passioni, sogni. La speranza tuttavia deve avere \u2013 e per fortuna ha \u2013 fondamenta solide, date dall\u2019intelligenza umana, dalle magnifiche sorti e progressive cantate da Leopardi. La campagna di vaccinazione \u00e8 in corso in Italia, in Liechtenstein, in Svizzera, in tutta Europa e nel mondo, e ci sta permettendo di vincere anche questa battaglia comune nel nome dell\u2019umanit\u00e0 tutta.<\/p>\n<p>La speranza non deve tuttavia farci dimenticare, e desidero perci\u00f2 dedicare un commosso ricordo a tutte le vittime della pandemia, a quelle che pochi giorni fa purtroppo hanno perso la vita sulla funivia del Mottarone, alle tante, troppe vittime sul lavoro e per la violenza di genere o dettata da ogni tipo di odio e intolleranza. Ricordiamo anche l\u2019Ambasciatore Luca Attanasio, il Carabiniere Vittorio Iacovacci, l\u2019autista Mustapha Milambo, gli Ambasciatori Tosca Barucco e Antonio Verde. Che ciascuno ricordi anche i propri cari.<\/p>\n<p>Il 2021 \u00e8 anche il centosessantesimo anniversario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, proclamata con legge a Torino il 17 marzo 1861. Ecco dunque che possiamo associare il nome della speranza, quello che Beatrice presenta a Dante, con il concetto di unit\u00e0, lo stesso che ci vede impegnati sul fronte della ripresa dalla pandemia. Lo stesso che gli italiani hanno saputo interpretare nel Risorgimento, nella Resistenza, durante gli anni della ricostruzione postbellica, sconfiggendo il terrorismo negli anni di piombo, lottando contro le mafie per la legalit\u00e0, la giustizia, la libert\u00e0.<\/p>\n<p>Lo stesso che hanno interpretato i milioni di emigrati che a partire dalla fine degli anni Quaranta hanno lasciato la casa e gli affetti per aiutare l\u2019Italia a ricostruirsi, e che spesso, come accadde a Marcinelle o a Mattmark, proprio in Svizzera, persero la vita per amore dei propri cari e della societ\u00e0 che sognavano di costruire.<\/p>\n<p>L\u2019ho ricordato anche l\u2019anno scorso: la terribile tragedia di Mattmark \u00e8 solo un episodio, doloroso come pochi, di una storia che vede inscindibili i destini di svizzeri e italiani. Enea Silvio Piccolomini fond\u00f2, quando era gi\u00e0 Papa Pio II, l\u2019Universit\u00e0 di Basilea pi\u00f9 di cinquecento anni fa. Lo svizzero Borromini diede a Roma la sua forma pi\u00f9 bella, con architetture commoventi per quanto sfidano l\u2019impossibile, come nella lanterna di sant\u2019Ivo alla Sapienza, che si avvita infinita in uno spazio disegnato sul nulla. La Svizzera ospit\u00f2 nel 1831, centonovanta anni fa, Giuseppe Mazzini, uno dei padri del pensiero europeo e il padre delle pi\u00f9 profonde teorie risorgimentali e repubblicane italiane e della stessa Giovine Europa, creata proprio a Berna il 15 aprile 1834, primo vagito di quella costruzione europea che in seguito si pos\u00f2 con Altiero Spinelli sull\u2019isola pontina di Ventotene e fior\u00ec a Roma, il 25 marzo 1957, con la firma del trattato istitutivo della Comunit\u00e0 Europea, oggi Unione Europea, della quale siamo orgogliosi fondatori e convinti membri.<\/p>\n<p>La dimensione europea \u00e8 oggi indispensabile per poter pensare davvero a una ripresa della speranza, cos\u00ec come quella multilaterale, come ci ricorda il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Se un insegnamento certo abbiamo tratto da questo anno difficile \u00e8 che nessuno \u00e8 in grado di farcela da solo, nemmeno la persona pi\u00f9 ricca, nemmeno lo stato pi\u00f9\u05ab potente. Solo insieme, nella cooperazione e solidariet\u00e0, abbiamo potuto, possiamo e potremo liberarci.<\/p>\n<p>Per quelle idee di unit\u00e0 e libert\u00e0 hanno combattuto e hanno poi lavorato in pace tutti coloro \u2013 e sono stati tanti \u2013 che hanno costruito la Repubblica Italiana, di cui celebriamo in questo 2 giugno i settantacinque anni, e che poi l\u2019hanno dotata un anno e mezzo dopo di una Costituzione bella, giusta, nobile. La Repubblica Italiana \u00e8 quell\u2019\u201cEst igitur res publica res populi\u201d di cui scrisse Cicerone nel De Republica: la repubblica \u00e8 la cosa di tutti, di tutto il popolo.<\/p>\n<p>Seicentocinquantamila italiani vivono oggi in Svizzera. Quasi centomila vi lavorano ogni giorno attraversando le frontiere. Insieme fanno quasi il dieci per cento della popolazione elvetica. Alcuni di loro si spostano anche in Liechtenstein o vi risiedono direttamente. Anche in epoca di pandemia non \u00e8 mai venuto meno il lavoro congiunto, non \u00e8 mai mancata la mutua solidariet\u00e0. Gli aeroporti di Zurigo, Basilea e Ginevra hanno funzionato quali snodi per consentire, nei primi mesi dell\u2019emergenza, il rientro in Italia di migliaia di connazionali che venivano da ogni parte del mondo. Le frontiere tra le regioni del nord Italia e i cantoni del sud elvetico sono rimaste aperte, non solo per consentire che il lavoro dei frontalieri \u2013 molti dei quali attivi nel settore medico e sanitario \u2013 non si interrompesse mai, ma anche per aiutare i rispettivi rientri a casa dei cittadini dei due paesi e del Liechtenstein. In Ticino, ma non solo, i nostri connazionali hanno avuto e hanno un ruolo fondamentale proprio per garantire il funzionamento del settore della salute.<\/p>\n<p>I nostri uffici consolari non hanno mai chiuso durante questo anno e mezzo di emergenza, e mi fa piacere ringraziare i Consoli, Consoli Generali e tutto il nostro personale.<\/p>\n<p>La diminuzione dell\u2019interscambio commerciale con la Svizzera tra il 2019 e il 2020, prima e dopo lo spartiacque drammatico del virus, \u00e8 stata contenuta e tra le pi\u00f9 basse al mondo, e gi\u00e0 abbiamo segnali solidi, concreti, di pieno recupero dei valori precedenti la pandemia. A marzo le esportazioni italiane in Svizzera sono cresciute del 37% (trentasette per cento!) rispetto al 2020. Quattro regioni di frontiera esportano in Svizzera pi\u00f9 di quanto faccia l\u2019intero Giappone, e il volume complessivo di operazioni commerciali tra i due paesi \u00e8 superiore alla somma di quello che l\u2019Italia ha con i due pi\u00f9 grandi stati asiatici.<\/p>\n<p>La Dottoressa Fabiola Gianotti, che ci ha fatto prezioso omaggio di un suo contributo video in questa giornata di festa nazionale parlandoci dell\u2019importanza per l\u2019Italia della ricerca scientifica, \u00e8 stata riconfermata alla direzione del CERN di Ginevra. L\u2019italiano G\u00fcnther Dissertori \u00e8 stato nominato pochi giorni fa rettore del Politecnico di Zurigo. Sono i due esempi pi\u00f9 alti di un movimento che per\u00f2 \u00e8 molto pi\u00f9 ampio e allo stesso tempo profondo e che segna la presenza della ricerca scientifica italiana in Svizzera, come dimostra l\u2019attivit\u00e0 della SAIS presieduta dal fisico italiano Antonio Ereditato. Ma lo stesso va detto delle arti, della letteratura, della ricerca umanistica, in un paese che ha l\u2019italiano quale lingua nazionale, un patrimonio unico al mondo che intendiamo tutelare e promuovere. Il professor Antonello Tolve dell\u2019Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ci accompagner\u00e0 oggi con un altro video sull\u2019arte italiana del Novecento, mentre alle cinque di sera potrete tutti assistere sempre in video a un concerto del quartetto di archi EOS, composto da giovani musicisti italiani attivi in Svizzera, vincitori del Primo Premio al prestigioso Orpheus Competition di Winterthur, che si terr\u00e0 in questo stesso salone della residenza italiana.<\/p>\n<p>Ho il piacere immenso di annunciare che le celebrazioni per i Settecento anni di Dante Alighieri avranno il loro momento pi\u00f9 alto proprio il 14 settembre, giorno della morte del Sommo poeta, nel Palazzo federale di Berna, l\u2019edificio che pi\u00f9 di ogni altro incarna le istituzioni svizzere. Giunga al Parlamento elvetico il mio pi\u00f9 sincero ringraziamento per questa opportunit\u00e0 preziosa.<\/p>\n<p>Questi sono anche i cento anni dalla nascita di due grandi figure della letteratura italiana, svizzera e universale, Leonardo Sciascia e Friedrich D\u00fcrenmatt. Entrambi hanno indagato il mistero del destino e del caso, hanno scritto della giustizia e della verit\u00e0 anche quando queste ultime si fanno sfuggenti e a volte ci appaiono chimere. Ricordarli insieme \u00e8 un altro modo molto bello di celebrare la nostra amicizia, e lo faremo in modo speciale in occasione della prossima Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.<\/p>\n<p>Siamo il paese con il pi\u00f9 alto numero di siti patrimonio mondiale dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019UNESCO. Siamo la patria della bellezza, dell\u2019arte nelle sue manifestazioni pi\u00f9 elevate e squisite. Non \u00e8 un caso se abbiamo aperto queste celebrazioni con l\u2019inno di Mameli diretto dal pi\u00f9 grande direttore d\u2019orchestra vivente, il Maestro Riccardo Muti, e interpretato dal coro dell\u2019Orchestra Cherubini.<\/p>\n<p>Questo insieme di progresso e di bellezza, di poesia e di ricerca scientifica, di lavoro e di solidariet\u00e0, di Italia e di italiani all\u2019estero, \u00e8 il patrimonio sul quale contare oggi in Italia, in Svizzera, in Liechtenstein, nel mondo, unendoci e ritrovandoci in un comune continuo permanente gesto di liberazione.<\/p>\n<p>Liebe Freundinnen, liebe Freunde,<\/p>\n<p>Heute gedenken und feiern wir den 2. Juni 1946. Jener Tag, seit 75 Jahre, an dem die Italiener die Republik als Regierungsform w\u00e4hlten. Es ist f\u00fcr uns auch ein Tag der Hoffnung, die Hoffnung die Beatrice zeigte zu Dante im XXV. Gesang des Paradieses und die heute wir brauchen um unsere Zukunft wiederaufzubauen, um die Pandemie zu besiegen und die Gegenwart und die Zukunft wieder in die Hand zu nehmen.<\/p>\n<p>Wir feiern heute auch die Freundschaft mit dem Liechtenstein und mit der Schweiz, eine lange, alte Beziehung und gleichzeitig jung und reich an Zukunft \u2013 eine Freundschaft, die Giuseppe Mazzini dazu f\u00fchrte nach Genf, Grenchen und Bern zu fl\u00fcchten und dort das Junge Europa (Giovine Europa) zu gr\u00fcnden.<\/p>\n<p>Wir feiern das Opfer von hunderttausenden von italienischen Migranten, die eine Zukunft in diesen L\u00e4ndern suchten und zu der Entwicklung dieser beitrugen, indem sie auch ihr Leben aufs Spiel setzten, wie es im Jahre 1965 in Mattmark geschah.<\/p>\n<p>Wir feiern die Europ\u00e4ische Union, von der wir Italiener stolze Gr\u00fcnder und \u00fcberzeugte Mitglieder sind und die unsere gemeinsame Zukunft ist. In diesem Jahr haben wir gelernt, dass wir nur gemeinsam den Notstand \u00fcberwinden k\u00f6nnen.<\/p>\n<p>Wir feiern die unvergleichliche Gr\u00f6sse der italienischen Kultur und Sch\u00f6nheit. In diesem Jahr 2021 gedenken wir den siebenhundertj\u00e4hrigen Todestag von Dante Alighieri, der gr\u00f6\u00dfte Dichter der Menschheit. Am 14. September werden wir zusammen Dante feiern im Bundesgeb\u00e4ude in Bern. Wir feiern auch zwei gro\u00dfe Schriftsteller von Italien und Schweiz, Leonardo Sciascia und Friedrich D\u00fcrenmatt, die beiden seit ein hundert Jahre, im 1921, geboren sind. Wir werden sie zusammen feiern w\u00e4hrend der n\u00e4chsten Woche der italienischen Sprache in der Welt.<\/p>\n<p>Ch\u00e8res amies, chers amis,<\/p>\n<p>Aujourd\u2019hui nous c\u00e9l\u00e9brons le 2 juin 1946, le jour, il y a 75 ans, o\u00f9 les Italiens ont choisi la R\u00e9publique comme forme de gouvernement. C\u2019est aussi un jour d\u2019esp\u00e9rance, l\u2019esp\u00e9rance que Beatrice montra \u00e0 Dante dans le Chant XXV du Paradis et dont nous avons besoin pour vaincre la pand\u00e9mie et reprendre possession du pr\u00e9sent et du futur.<\/p>\n<p>Nous c\u00e9l\u00e9brons \u00e9galement notre amiti\u00e9 avec le Liechtenstein et la Suisse, une relation ancienne et \u00e0 la fois jeune et riche d\u2019avenir, l\u2019amiti\u00e9 qui conduisit Giuseppe Mazzini \u00e0 se r\u00e9fugier \u00e0 Gen\u00e8ve, \u00e0 Grenchen et \u00e0 Berne et \u00e0 cr\u00e9er ici la Jeune Europe (Giovine Europa).<\/p>\n<p>Nous c\u00e9l\u00e9brons le sacrifice des centaines de milliers d\u2019\u00e9migrants italiens qui cherch\u00e8rent l\u2019avenir dans ces terres et contribu\u00e8rent \u00e0 les faire grandes, m\u00eame au prix de sa vie, comme c\u2019\u00e9tait le cas en 1965 \u00e0 Mattmark.<\/p>\n<p>Nous c\u00e9l\u00e9brons l\u2019Union Europ\u00e9enne, dont nous les Italiens sommes fiers fondateurs et convaincus membres, et qui est notre avenir commun. Cette ann\u00e9e, nous avons appris que seulement ensemble nous pouvons surmonter les situations d\u2019urgence.<\/p>\n<p>Nous c\u00e9l\u00e9brons la grandeur in\u00e9gal\u00e9e de la culture et de la beaut\u00e9 italiennes, en ce 2021 marqu\u00e9 par les sept cents de la disparition de Dante Alighieri, le plus grand po\u00e8te de l\u2019humanit\u00e9. Le prochain 14 Septembre nous c\u00e9l\u00e8brerons ensemble Dante dans le Palais F\u00e9d\u00e9ral \u00e0 Berne. Nous c\u00e9l\u00e9brons aussi deux grands \u00e9crivains d\u2019Italie e de la Suisse, Leonardo Sciascia et Friedrich D\u00fcrenmatt, qui tous deux sont n\u00e9s il y a cent ans, en 1921. Nous les c\u00e9l\u00e8brerons ensemble \u00e0 l\u2019occasion de la prochaine Semaine de la langue italienne dans le monde.<\/p>\n<p>Ho trascorso gran parte della mia vita fuori dall\u2019Italia, ormai, e soprattutto ho imparato a conoscere e amare i tanti italiani che hanno trascorso l\u2019intera esistenza lontani da casa. Abbiamo identit\u00e0 composite, preoteiformi. La nostra forza \u00e8 nell\u2019assenza di purezza, nella capacit\u00e0 di accogliere le differenze e farne bellezza. Un grande poeta del nostro Novecento nato ad Alessandria d\u2019Egitto, Giuseppe Ungaretti, cos\u00ec scrisse:<\/p>\n<p>Sono un poeta<br \/>un grido unanime<br \/>sono un grumo di sogni<\/p>\n<p>Sono un frutto<br \/>d\u2019innumerevoli contrasti d\u2019innesti<br \/>maturato in una serra<\/p>\n<p>Ma il tuo popolo \u00e8 portato<br \/>dalla stessa terra<br \/>che mi porta<br \/>Italia<\/p>\n<p>Viva il Liechtenstein,<\/p>\n<p>Viva la Svizzera,<\/p>\n<p>Viva l\u2019Unione Europea,<\/p>\n<p>Viva l\u2019Italia!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Eccellentissimo Presidente Guy Parmelin, Eccellentissimo Consigliere Federale Ignazio Cassis, Capo del Dipartimento Federale Affari Esteri, Eccellentissimi Consiglieri Federali, Ihre Hoheiten Hans Adam e Alois Philipp Maria von und zu Liechtenstein, Ehrenwertere Ministerin f\u00fcr \u00c4usseres, Bildung und Sport Frau Dominique Hasler, Eccellentissimo Nunzio Apostolico, decano del corpo diplomatico, eccellentissimi ambasciatori e tutti i membri del corpo [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-945","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/945","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=945"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/945\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=945"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=945"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}