{"id":967,"date":"2021-02-26T11:09:21","date_gmt":"2021-02-26T09:09:21","guid":{"rendered":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/02\/elena-bellantoni-liberta-va-cercando\/"},"modified":"2021-02-26T11:09:21","modified_gmt":"2021-02-26T09:09:21","slug":"elena-bellantoni-liberta-va-cercando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/02\/elena-bellantoni-liberta-va-cercando\/","title":{"rendered":"&#8220;LIBERT\u00c0 VA CERCANDO, CH&#8217;\u00c8 S\u00cc CARA, COME SA CHI PER LEI VITA RIFIUTA&#8221; \u2013 4 marzo 2021, ore 18.30"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Elena Bellantoni<\/strong><br \/><strong>\u00abLiberta\u0300 va cercando, ch\u2019e\u0300 si\u0300 cara, come sa chi per lei vita rifiuta\u00bb<\/strong><br \/>a cura di Antonello Tolve<br \/><strong>Ambasciata d\u2019Italia a Berna<\/strong><br \/><strong>4 marzo 2021, ore 18:30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong>Ambasciata d\u2019Italia a Berna<\/strong>, in collaborazione con il <strong>Consolato Generale d\u2019Italia Zurigo<\/strong>, il <strong>Consolato Generale d\u2019Italia Lugano<\/strong>, il <strong>Consolato Generale d\u2019Italia Ginevra<\/strong>, il <strong>Consolato d\u2019Italia Basilea<\/strong> e l\u2019<strong>Istituto Italiano di Cultura Zurigo<\/strong>, \u00e8 lieta di annunciare per aprire gli incontri sulle celebrazioni dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, <em>Liberta\u0300 va cercando, ch\u2019e\u0300 si\u0300 cara, come sa chi per lei vita rifiuta<\/em>, una <strong>personale di Elena Bellantoni<\/strong>, introdotta dall\u2019<strong>Ambasciatore Silvio Mignano<\/strong> e da <strong>Antonello Tolve<\/strong>, che sar\u00e0 inaugurata il <strong>4 marzo 2021, alle ore 18:30, in diretta facebook, al link facebook.com\/ItalianEmbassyInSwitzerland<\/strong>, con la proiezione dei video <em>The fox and the Wolf: Struggle for Power<\/em> (2014), <em>Maremoto<\/em> (2016), <em>The Beauty and the Beast<\/em> (2017) e <em>Corpomorto<\/em> (2020).<\/p>\n<p>Attenta da sempre alle varie dinamiche linguistiche del panorama culturale non solo moderno e contemporaneo, come attesta lo stupefacente lavoro svolto a Capo Horn (nella Patagonia Cilena) dove l\u2019artista ha lavorato con l\u2019abuela Cristina Calderon (una donna dichiarata patrimonio umanitario dall\u2019UNESCO nel 2006), ultima di una stirpe antichissima (gli Yegan) nativa della Terra del Fuoco, per creare un piccolo vocabolario e dunque preservare alcuni lineamenti di una cultura millenaria, Elena Bellantoni pone al centro dell\u2019attenzione un percorso investigativo tra i vari tessuti linguistici \u2013 smontati, decriptati, destrutturati, allusivi, di costume \u2013 che spesso sfuggono alla ragione e che, a vario titolo, disegnano le dinamiche umane, plasmano il corpo sociale, modellano le trame del mondo, i sui miracoli, i suoi traumi.<br \/>Riprendendo le parole che Virgilio rivolge a Catone l\u2019Uticense (Purgatorio, I, v. 71), personaggio storico che mor\u00ec suicida a Utica dopo la sconfitta nella battaglia di Tapso (46 a.C.) e che nel medioevo cristiano diventa simbolo supremo (difensore indefesso) di libert\u00e0 politiche e repubblicane al punto di sacrificare la propria vita (forse per queste ragioni Dante lo descrive come un personaggio biblico e lo fa custode del Purgatorio), l\u2019artista propone oggi un progetto speciale sul potere della parola e del linguaggio in generale che, per dirla con Lacan, \u00absi costituisce in funzione dell\u2019Altro\u00bb.<br \/><em>Liberta\u0300 va cercando, ch\u2019e\u0300 si\u0300 cara, come sa chi per lei vita rifiuta<\/em> \u00e8 un momento di proiezione e di riflessione sulle varie derive di un lessico inteso come spazio imperfetto dell\u2019interpersonalit\u00e0, come ambiente in cui si consuma tutta l\u2019ipocrisia di una libert\u00e0 che \u00e8 solo \u00abtentazione e illusione\u00bb (Blanchot). Si tratta di un percorso con cui Bellantoni invita a ragionare sull\u2019ambivalenza tra potere e codice espressivo (in alcuni casi \u00e8 la stessa artista a farsi scrittura), dove l\u2019interlocutore \u00e8 l\u2019altro illusorio, il proprio doppio simmetrico, il simile che si incontra o la propria immagine allo specchio, luogo delle identificazioni immaginarie.<br \/><em>Fil rouge<\/em> che unisce i quattro video, \u00e8 dunque il rapporto che l\u2019artista instaura con il linguaggio inteso appunto come territorio dell\u2019autorit\u00e0, del comando, della potenza da cui svincolarsi per creare un dispositivo pensante (per mettere in crisi l\u2019orizzonte stesso della crisi) capace di rompere tutti quei piccoli giochetti che sono solo sfoggio di convenzionalit\u00e0 e di codificazioni, di mediocrit\u00e0, di ovviet\u00e0, di piattezza retorica, di superficialit\u00e0, di vetrinizzazione.<\/p>\n<p><strong>Il giorno 18 marzo, in occasione della conferenza Alla ricerca della lingua perfetta, l\u2019artista sar\u00e0 presente per un dibattito aperto con il pubblico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biografia sintetica dell\u2019Artista<\/strong><\/p>\n<p>Elena Bellantoni (1975) vive e lavora a Roma dove insegna Fenomenologia del Corpo all\u2019Accademia di Belle Arti. Dopo essersi laureata in Storia dell\u2019Arte Contemporanea, studia a Parigi e Londra, dove nel 2007 ottiene un MA in Visual Art al WCA University of Arts London.<br \/>Nello stesso anno e\u0300 cofondatrice del progetto <em>Platform Translation<\/em> un gruppo internazionale di studio che indaga i concetti di lingua e traduzione nelle arti visive. Nel 2008 apre lo spazio no profit <em>91mQ art project space<\/em> di Berlino, nel 2015 e\u0300 cofondatrice di Wunderbar Cultural Project. Successivamente con numerosi workshop in Italia e all\u2019estero, approfondisce la sua esperienza con<br \/>il mezzo video e le arti performative.<br \/>La sua ricerca artistica riflette sui concetti d\u2019identita\u0300 e alterita\u0300 attraverso dinamiche relazionali con un\u2019impronta fortemente poetica\/politica. Bellantoni utilizza il linguaggio e il corpo come strumenti d\u2019interazione, spaziando dal video, alla fotografia, alla performance, al disegno e alle installazioni.<br \/>Negli anni ha vinto numerosi progetti per residenze d&#8217;artista tra cui: 2018 <em>Nctm e l\u2019Arte Studio Legale<\/em> vince il bando per una residenza presso Beo_Project, a Belgrado, Serbia; 2017 <em>The Subtle Urgencies<\/em>, con Adrian Paci, alla Fondazione Pistoletto e l\u2019ArtHouse, Biella-Scutari, Italia\/Albania; 2016 viene selezionata alla <em>Soma Mexico Residency<\/em> di Citta\u0300 del Messico; 2009 <em>As long as I\u2019m walking<\/em> una residenza con Francis Aly\u0308s e il critico Cuauthe\u0301moc Medina, curata da 98weeks Research Space, a Beirut in Libano.<br \/>Nel 2018 e\u0300 tra gli artisti vincitori della IV edizione dell&#8217;<em>Italian Council<\/em> del MIBACT, nel 2019 presenta il libro dell\u2019intero progetto al MAXXI di Roma con un Focus su cinque suoi lavori prodotti tra il 2013 e il 2018. Sempre nel 2019 viene selezionata per <em>Gran Tour d\u2019Italie<\/em> progetto del MIBACT. Nel 2018 il video <em>Ho annegato il Mare<\/em> e\u0300 selezionato nei Collateral Events di Manifesta12 a Palermo; con il progetto <em>In Other Words, the Black Market of Translation<\/em> <em>\u2013 Negotiating Contemporary Cultures<\/em> nel 2011 vince il bando NGBK (Neu Gesllschaft fu\u0308r Bildende Kunst ) curato da Elena Agudio e Paz Guevara a Berlino. Tra i riconoscimenti ricordiamo ancheil<br \/>Premio speciale la Repubblica.it al Talent Prize 2014; nel 2009 il <em>Movin\u2019up Worldwide<\/em> del GAI (Giovani Artisti Italiani) dalla Presidenza Consiglio dei Ministri Italiano; lo stesso anno vince il primo premio della Giuria <em>FestArte<\/em> presso La Pelanda \u2013 MACRO Testaccio; nel 2006 vince il primo premio del <em>Tempelhof-Scho\u0308neberg Kunstpreis<\/em> <em>Zum Ball-Spiel<\/em> di Berlino.<br \/>Le opere di Elena Bellantoni sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private, tra cui la Collezione del Ministero Affari Esteri La Farnesina, la collezione dell\u2019<em>Istituto Centrale per la Grafica<\/em> e la <em>Fondazione Pietro <\/em>ed<em> Alberto Rossini<\/em>. I suoi lavori video sono inoltre presenti nell\u2019Archivio Careof DOCVA e nell\u2019<em>Italian Area Contemporary Archive<\/em> a cura di Viafarini a Milano.<br \/>Nel 2019 sono uscite due monografie sul suo lavoro <em>Elena Bellantoni, una partita invisibile con il pubblico<\/em> a cura di Cecilia Guida edito da Postmedia Books; <em>Elena Bellantoni, On the breadline<\/em> a cura di Benedetta Carpi De Resmini, con testi di Stefano Chiodi e Riccardo Venturi edito da Quodlibet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sinossi video<br \/><\/strong><br \/><strong>The fox and the Wolf: Struggle for Power<\/strong> (2014) Video Full HD 8\u201944\u201d e\u0300 un lavoro di natura video girato nella Sala delle Conferenze Internazionali nel Ministero degli Affari Esteri alla Farnesina. Nel filmato i ballerini di tango indossano due maschere di animali rispettivamente da lupo e da volpe. I due danzatori si muovono all\u2019interno del perimetro del grande tavolo con un atteggiamento quasi di sfida contendendosi in qualche modo lo spazio di azione del proprio potere. Una voce accompagna questo duello, scandito da un audio che ne sottolinea la tensione, come se fosse una conferenza di natura scientifica vengono declinati linguisticamente il nome fox e wolf. Il testo volutamente in lingua inglese, anche qui a porre l\u2019accento sul potere della lingua dominante per eccellenza, diventa il <em>fil rouge<\/em> di questo passo a due; si fa riferimento quindi non solo ai lupi Alpha e all\u2019idea di capo branco ma anche al famoso caso di Sigmund Freud il <strong>Wolfman<\/strong> (l\u2019uomo lupo), per poi passare al racconto dei fratelli Grimm <em>The fox and the wolf<\/em> e concludere con le teorie sul potere enucleate dall\u2019antropologo Eric Robert Wolf.<\/p>\n<p><strong>Maremoto<\/strong> (2016) Video full HD 6\u201946\u201d \u00e8 un lavoro di natura performativa girato sulle coste siciliane. Alle prime luci dell\u2019alba una donna cerca di cavalcare le onde del mare in sella a una bicicletta, un tentativo impossibile di attraversare il mediterraneo utilizzando un mezzo improbabile e poco affidabile. La donna trascinata via dalla forza dell\u2019acqua si immerge fino a scomparire, dallo stesso punto emerge un uomo di colore che ripercorre a ritroso il percorso per approdare finalmente alla spiaggia e proseguire il suo viaggio in bicicletta. Un lavoro circolare in cui gli elementi dell\u2019acqua, del mare e dell\u2019attraversare, raccontano la storia di Ibrhaima, un ragazzo arrivato a Lampedusa dal Senegal, \u00e8 la sua voce ad accompagnare il video in lingua Pulaar, il suo dialetto. I due personaggi sono vestiti uguali come se fossero un\u2019unica persona, l\u2019una ha bisogno dell\u2019altra: nell\u2019andare si trova il s\u00e9 cos\u00ec come nel tornare, l\u2019esperienza della migrazione appartiene a entrambi. Il desiderio di quest\u2019incontro avviene sul confine del mare, il viaggio diventa un tentativo di ricucire due sponde, due orizzonti, pi\u00f9 culture. Il percorso verso l\u2019altro diventa fluido, le barriere in mare non esistono, il Mediterraneo da sempre ha rappresentato una strada d\u2019acqua percorsa da popolazioni che giungevano e ripartivano. Le azioni sono costituite da due unici piani sequenza che danno corpo alla reale fatica dell\u2019attraversare. Non c\u2019\u00e8 traduzione linguistica ma mediante le immagini e il suono della lingua si percepisce la storia di uno dei tanti migranti approdato sulle coste mediterranee.<\/p>\n<p><strong>The Beauty and the Beast<\/strong> (2017) Video Full HD 5\u201925\u201d e\u0300 un lavoro girato all&#8217;interno del Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Il museo e\u0300 vuoto c&#8217;e\u0300 solo una bimba che con una vecchia cartella sulla spalle lo percorre e, nel suo andare, incrocia gli sguardi degli animali imbalsamati all&#8217;interno delle teche. L&#8217;innocenza della bambina si scontra con il testo che lei legge, quasi fossero i suoi pensieri, mentre la camera la segue riprendendola di spalle. Quello che ascoltiamo e\u0300 un estratto del celebre libro <em>La Banalita\u0300 del Male<\/em> (1963) di Hannah Arendt. La bambina omette nella lettura del testo il nome di Adolf Eichmann, feroce gerarca nazista imputato del famoso processo di Gerusalemme per crimini di guerra contro l&#8217;umanita\u0300. La bimba non pronuncia appunto mai il suo nome ma lo sostituisce con Egli o Esso. La scelta e\u0300 stata dettata dal fatto di non voler concentrarsi su un episodio specifico della storia ma affrontare il discorso della<em> banalita\u0300 del male<\/em> in modo universale e anche attuale.<\/p>\n<p><strong>CorpoMorto<\/strong> (2020) Video 4K 10\u201912\u201d nasce da una residenza d\u2019artista in Puglia dove l\u2019artista ha \u00abpensato di scegliere la prospettiva dal mare per \u201cbuttare\u201d un ancoraggio: gettare l\u2019ancora o un corpo morto implica sia uno sforzo fisico che simbolico ovvero quello del gettarsi. Buttare, lanciare\u2026 sono sinonimi che sottolineano questa dimensione del coraggio di immergersi ed attraversare il mare. Ho deciso di lavorare sul concetto di <em>corpo morto<\/em> \u2013 parola presa in prestito dal linguaggio marinaresco \u2013 producendo delle lettere galleggianti in polistirene espanso che diventano dei punti di ancoraggio per i corpi morti in cemento gettati in fondo al mare. Mi interessano gli aspetti linguistici di questi elementi marinari: la parola corpo-morto che evidenzia con il peso del cemento la presenza di molti corpi morti nei nostri mari, la parola an-coraggio sottolinea l\u2019azione di buttarsi, il coraggio di avvicinarsi ed attraccare per raggiungere la terra ferma. Il linguaggio diventa un salvagente un luogo su cui potersi appoggiare, tutte le lettere \u2013 che butto in acqua attraverso un\u2019azione performativa \u2013 sono di colore arancio intenso lo stesso dei giacchetti di salvataggio usati in mare. I corpi morti riportano come un riflesso la stessa scritta che affiora a pelo d\u2019acqua: <em>ancora corpo morto tra cielo e terra coraggio<\/em>, da questo gioco di parole emerge un monito di natura poetica-politica che arriva da lontano. Questi tentativi di emancipazione, di \u201ccavalcare il mondo\u201d si interfacciano con il potere, che e\u0300 l\u2019altra faccia della liberta\u0300 ovvero cio\u0300 che controlla e regolamenta le nostre azioni e i nostri corpi, cos\u00ec come affermava Michel Foucault\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Elena Bellantoni\u00abLiberta\u0300 va cercando, ch\u2019e\u0300 si\u0300 cara, come sa chi per lei vita rifiuta\u00bba cura di Antonello TolveAmbasciata d\u2019Italia a Berna4 marzo 2021, ore 18:30 L\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Berna, in collaborazione con il Consolato Generale d\u2019Italia Zurigo, il Consolato Generale d\u2019Italia Lugano, il Consolato Generale d\u2019Italia Ginevra, il Consolato d\u2019Italia Basilea e l\u2019Istituto Italiano di [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-967","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/967","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=967"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/967\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambberna.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}