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DISCORSO DI S.E. L’AMBASCIATORE D’ITALIA IN SVIZZERA, SILVIO MIGNANO, IN OCCASIONE DELLE CELEBRAZIONI PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA 2023

Onorevole Signora Presidente della Delegazione del Parlamento svizzero per le relazioni con il Parlamento italiano Greta Gysin,

Sehr geehrter Stadtpräsident Alec von Graffenried,

Eccellentissimo Nunzio Apostolico, caro Monsignor Martin Krebs, decano del corpo diplomatico, eccellentissimi ambasciatori e tutti i membri del corpo diplomatico e consolare accreditato in Svizzera e Liechtenstein,

Onorevoli parlamentari del Consiglio degli Stati e del Consiglio Nazionale svizzeri e del Landtag del Liechtenstein,
Signora Nicoletta Della Valle, Direttrice dell’Ufficio Federale Svizzero della Polizia,

Onorevole Simone Billi, Onorevole Toni Ricciardi, onorevoli e senatori Micheloni, Narducci e Farina,

Autorità federali, cantonali, comunali, locali, di giustizia e di polizia della Svizzera e del Liechtenstein,

Signor Segretario Generale e Signori Consiglieri del CGIE, Signori presidenti e membri dei Comites e di tutte le realtà associative,

Signori presidenti e membri delle Società Dante Alighieri, Signor Presidente della Società degli Accademici Italiani in Svizzera Professor Antonio Ereditato, Signori rappresentanti di tutte le altre istituzioni culturali, accademiche e scolastiche,

Signor Presidente Onorario Vincenzo Di Pierri, Signora Presidente Monica dell’Anna e signori membri della Camera di Commercio Italiana in Svizzera e tutti gli attori del mondo imprenditoriale,

Signori esponenti del giornalismo per gli italiani all’estero e tutti i rappresentanti della stampa,

Cari Consoli, Consoli Generali, colleghi e collaboratori dell’Ambasciata d’Italia a Berna, dei quattro Uffici consolari, dei consolati onorari, dell’Agenzia ITA/ICE (caro Direttore Andrea Ambra), dell’ENIT, del CONI, dell’Istituto Italiano di Cultura (caro Direttore Francesco Ziosi), degli uffici scolastici, di tutte le Istituzioni italiane presenti nella Confederazione Elvetica e in Liechtenstein, caro addetto scientifico Professor Luca Valenziano,

Caro Presidente del Festival del Cinema di Locarno Marco Solari,

Caro professor Antonello Tolve, cara Mona Lisa Tina, cari artisti, cara Narda,

Cari connazionali, Signore e Signori,
«Se volessi scegliere un simbolo augurale per l’affacciarsi al nuovo millennio, sceglierei questo: l’agile salto del poeta-filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza».
Ricordiamo quest’anno un secolo dalla nascita di Italo Calvino, lo scrittore e intellettuale che nel 1985 scrisse queste parole nella prima delle sue celebri Lezioni americane, dedicata alla leggerezza.

Che cosa resta di quella previsione, oggi che possiamo riguardarci indietro dopo ventitré anni del nuovo millennio? Non c’è dubbio che il primo nostro pensiero sia fatto di fatica, forse di pessimismo: usciamo da due anni di pandemia, siamo nel pieno dell’ingiusta aggressione russa all’Ucraina, abbiamo negli occhi la desolazione e la violenza delle inondazioni in Romagna, trepidiamo per il ferimento di quattordici militari italiani al servizio della pace in Kosovo, ci angustiano le conseguenze sul pianeta del cambio climatico, affrontiamo timori e paure, guardiamo al domani con comprensibile apprensione, soprattutto chi di noi ha a cuore le sorti delle generazioni più giovani.

Eppure l’intelligenza, alla quale si è sempre rivolto Calvino, ispirandosi quale ideale progenitore a Galileo Galilei, ci raccomanda prudenza nel pessimismo: il mondo migliora ogni giorno, gli uomini sanno dare risposte alle tragedie che ci travolgono quotidianamente. Certo, vorremmo tutti che questo avvenisse più in fretta, che vi fossero più giustizia, più pace, più eguaglianza, ed è bene che sia così, è bene che non smettiamo mai di lavorare insieme perché questo accada, «l’umana compagnia tutti tra sé confederati», come auspicava Giacomo Leopardi nella Ginestra o il fiore del deserto, nel 1831. Ma non possiamo e non dobbiamo dimenticare i progressi che abbiamo fatto e che continuamente facciamo.

E questo vale anche nel nostro lavoro quotidiano. Guardo adesso a un passato più vicino, nel mio caso, guardo ai quattro anni che ho trascorso con voi e tra voi in questi due meravigliosi Paesi, Svizzera e Liechtenstein, ai risultati che abbiamo ottenuto tutti insieme, i colleghi e il personale dell’Ambasciata, dei Consolati e Consolati Generali, dell’ITA/ICE, dell’Istituto Italiano di Cultura, gli addetti scientifici, gli esperti di altre amministrazioni, i soci e amici esterni, come la SAIS e la Camera di Commercio, il CGIE, i Comites, le Dante Alighieri e il mondo associativo, le scuole, i corsi e le cattedre universitarie.

Abbiamo concluso con la Svizzera dieci accordi bilaterali, un vero record, trovando soluzione a temi annosi e delicati, come la fiscalità dei lavoratori frontalieri e la cancellazione della lista nera. Il nostro interscambio commerciale, che si è sempre attestato sui trenta miliardi di euro, è cresciuto nel 2021 a trentotto miliardi e nel 2022 a quarantanove miliardi, con un aumento del trenta per cento in ognuno degli ultimi due anni, da trenta ormai a quasi cinquanta miliardi, il più alto per noi al mondo, così come questo è stato forse l’unico Paese con il quale non abbiamo avuto flessioni nemmeno durante l’emergenza del Covid.

Ne sono fiero e felice, perché questi sono risultati, sono dati incontrovertibili, che testimoniano del lavoro quotidiano, fatto spesso con la leggerezza di cui parlava Calvino: che non è superficialità, non è vuoto, è anzi impegno, fatica, gravità, ma anche desiderio di accompagnare il prossimo con gentilezza, come tra amici, facendo del colloquio, dello scambio di visioni, della compartecipazione lo strumento principe della nostra azione.

È con lo stesso orgoglio che rivendico un’azione gentile, fatta di colloquio, di scambi di pensiero, insieme a soggetti svizzeri come il Forum per l’Italiano, che ha favorito la decisione del Consiglio universitario di Basilea di riconfermare la cattedra ordinaria di letteratura italiana, nominando al posto della cara amica Antonietta Terzoli, giunta alla pensione, il Professor Gabriele Bucchi, validissimo studioso già in servizio a Losanna.

È con lo stesso orgoglio che ricordo le celebrazioni dei settecento anni di Dante Alighieri nel Palazzo Federale, la sede istituzionale più alta del Paese – di nuovo, un fatto unico al mondo, frutto della fratellanza linguistica e umana tra Italia e Svizzera ma anche del nostro lavoro quotidiano, gentile, leggero, ma intenso.

È con lo stesso orgoglio che ricordo il Forum di dialogo svoltosi a Zurigo alcuni mesi fa, le recenti riunioni della Commissione bilaterale frontaliera a Bellinzona e di quella bilaterale economica a Berna, la visita di Stato in Svizzera del Signor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la visita ufficiale a Roma della Presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, le visite dei nostri Ministri degli Esteri Di Maio a Ligornetto e Cassis a Milano e a Roma, dove ha visto il Signor Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, la visita del Presidente della Camera Roberto Fico, gli scambi di visite dei Gruppi parlamentari, la prossima visita del Primo Ministro del Principato del Liechtenstein a Roma, l’incontro di ieri della Consigliera Federale svizzera Baume-Schneider con il Ministro dell’Interno Piantedosi.

Svizzera, Italia, Liechtenstein, Unione Europea e G7 collaborano insieme a favore dell’Ucraina e condividono gli stessi valori di libertà, democrazia, pace e giustizia. Mi auguro che questo clima promuova anche un maggiore e più rapido progresso dei negoziati tra la stessa Svizzera e l’Unione Europea. Noi italiani siamo qui, per aiutare.

Nello stesso anno della Ginestra di Leopardi, il 1831, la Svizzera ospitò Giuseppe Mazzini, uno dei padri del pensiero europeo e il padre delle più profonde teorie risorgimentali e repubblicane italiane e della stessa Giovine Europa, creata proprio a Berna il 15 aprile 1834, primo vagito di quella costruzione europea che in seguito si posò con Altiero Spinelli sull’isola pontina di Ventotene e fiorì a Roma, il 25 marzo 1957, con la firma del trattato istitutivo della Comunità Europea, oggi Unione Europea, della quale siamo orgogliosi fondatori e convinti membri.

Da quell’anno prese le mosse la storia recente dell’amicizia italo-svizzera, fatta di momenti anche difficili, se non atroci. I bambini nascosti, le baracche e la terribile tragedia di Mattmark sono dolorose tappe di una storia complessa e ricca che vede inscindibili i destini di svizzeri e italiani. Enea Silvio Piccolomini fondò, quando era già Papa Pio II, l’Università di Basilea nel 1460. Il ticinese Borromini diede a Roma la sua forma più bella, con architetture commoventi per quanto sfidano l’impossibile, come nella lanterna di sant’Ivo alla Sapienza, che si avvita infinita in uno spazio disegnato sul nulla. Un ricordo commosso va a Paolo Portoghesi, che più di tutti ha dedicato studi al rapporto tra Borromini e la Città Eterna, e che ci ha lasciati due giorni fa. Alla cupola borrominiana di Sant’Ivo Portoghesi volle ispirarsi per una costruzione moderna, la Turritella, che io ammiravo ogni giorno da bambino, dalla finestra di casa, insieme alla sagoma della Ventotene di Altiero Spinelli, a Gaeta, ov’è sepolto Lucio Munazio Planco, fondatore di Augusta Rarurica, la prima città svizzera. Le volute infinite della storia e della vita.

Seicentosettantamila italiani vivono oggi in Svizzera. Quasi centomila vi lavorano ogni giorno attraversando le frontiere. Insieme fanno quasi il dieci per cento della popolazione elvetica.

Liebe Freunde,
Heute gedenken und feiern wir den 2. Juni 1946. Jener Tag, seit 77 Jahre, an dem die Italiener die Republik als Regierungsform wählten.

Wir feiern heute auch die Freundschaft mit dem Liechtenstein und mit der Schweiz.

In den letzten vier Jahren haben wir zehn bilaterale Abkommen mit der Schweiz abgeschlossen, ein echter Rekord, und dabei Lösungen für seit langem bestehende und heikle Fragen gefunden, wie die Besteuerung von Grenzgängern und die Aufhebung der schwarzen Liste. Unser Handelsaustausch, der immer bei dreißig Milliarden Euro lag, wuchs im Jahr 2021 auf achtunddreißig Milliarden und im Jahr 2022 auf neunundvierzig Milliarden, mit einem Wachstum von dreißig Prozent in jeden der letzten zwei Jahren, dem höchsten für uns auf der Welt, ebenso wie dies vielleicht das einzige Land war, bei dem wir selbst während des Covid-Notstands keine Rückgänge erlebten.

Ich bin stolz und glücklich, denn das sind Ergebnisse, es sind unbestreitbare Daten, die von der täglichen Arbeit zeugen, ein tatsächliches Engagement, Anstrengung, aber auch der Wunsch, den Nächsten mit Freundlichkeit zu begleiten, als Freunde, das Gespräch, den Austausch von Visionen, das Teilen zum Hauptinstrument unseres Handelns zu machen.

Mit dem gleichen Stolz behaupte ich eine freundliche Aktion, bestehend aus Gesprächen und Gedankenaustausch, zusammen mit Schweizer Subjekten wie dem Forum per l’Italiano, das den Beschluss des Basler Universitätsrates befürwortete, den ordentlichen Vorsitz erneut zu bestätigen, mit der Ernennung anstelle von meiner lieben Freundin Antonietta Terzoli, die jetzt im Ruhestand ist, Professor Gabriele Bucchi, ein sehr angesehener Lehrer, der bereits in Lausanne im Dienst war.

Mit demselben Stolz erinnere ich mich an die Feierlichkeiten zum 700. Geburtstag von Dante Alighieri im Bundeshaus, dem höchsten institutionellen Sitz des Landes – wiederum eine einzigartige Tatsache auf der Welt, das Ergebnis der sprachlichen und menschlichen Brüderlichkeit zwischen Italien und Schweiz, aber auch unserer täglichen Arbeit, sanft, leicht, aber intensiv.

Mit demselben Stolz erinnere ich mich an dem Dialogforum vor einigen Monaten in Zürich, an den Staatsbesuch des Präsidenten der Republik Sergio Mattarella in der Schweiz, an den offiziellen Besuch der Bundespräsidentin Simonetta Sommaruga in Rom, an die Besuche unserer Außenminister Di Maio in Ligornetto und Cassis in Mailand und Rom, wo er Herrn Außenminister Antonio Tajani traf, der Besuch des Präsidenten des Abgeordnetenhaus Roberto Fico, der Besuchsaustausch der Parlamentarischen Delegationen, der bevorstehende Besuch des Premierministers des Fürstentums Liechtenstein in Rom, das gestrige Treffen der Schweizer Bundesrätin Baume-Schneider mit dem Innenminister Piantedosi.

Die Schweiz, Italien, Liechtenstein, die Europäische Union und die G7 arbeiten zur Unterstützung der mutigen Ukraine zusammen und teilen die gleichen Werte von Freiheit, Demokratie, Frieden und Gerechtigkeit. Ich hoffe, dass dieses Klima auch zu größeren und schnelleren Fortschritten in den Verhandlungen zwischen der Schweiz und der Europäischen Union führt. Wir Italiener sind hier, um zu helfen.

Wir feiern eine lange Freundschaft, die Giuseppe Mazzini dazu führte nach Genf, Grenchen und Bern zu flüchten und dort das Junge Europa (Giovine Europa) zu gründen.

Wir feiern das Opfer von hunderttausenden von italienischen Migranten, die eine Zukunft in diesen Ländern suchten und zu der Entwicklung dieser beitrugen, indem sie auch ihr Leben aufs Spiel setzten, wie es im Jahre 1965 in Mattmark leider geschah.
Wir feiern die Europäische Union, von der wir Italiener stolze Gründer und überzeugte Mitglieder sind und die unsere gemeinsame Zukunft ist. In diesen Zeiten des Krieges und Leiden des ukrainischen Volkes haben wir gelernt, dass wir nur gemeinsam eine bessere Zukunft aufbauen können.

Lavorare insieme per un futuro migliore nei rapporti tra Italia, Svizzera, Liechtenstein, Unione Europea, lavorare insieme per un futuro migliore dell’umanità e dei più giovani significa dare potenza al pensiero, che è il tema al quale il Professor Antonello Tolve ed io abbiamo pensato quali curatori della mostra che ancora potete ammirare nella Residenza delle Arti: una residenza che in questi anni ho fortemente e personalmente voluto che divenisse la casa di tutti, aperta anche all’ammirazione della bellezza creativa, molto grazie all’intelligenza, all’amore, alla dedizione di Narda.

Vorrei anche ringraziare il Dottor Vincenzo Liguori, che negli anni mi ha dato tanti preziosi consigli senza i quali avrei capito della Svizzera molto meno e in definitiva lavorato meno bene.

E grazie di cuore al corpo docente e a tutte le ragazze e ragazzi dell’Istituto Alberghiero Ancel Keys di Castelnuovo Cilento, che con tanta passione hanno portato qui colori, sapori, forme e profumi della cucina di una regione del Sud Italia che ci è a tutti così cara.
Dopo il saluto dell’Onorevole Greta Gysin vi invito ad assistere all’intensa e delicata performance dell’artista italiana Mona Lisa Tina, parte della mostra.

La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), scriveva nel suo Saggiatore esattamente quattrocento anni fa, nel 1623, Galileo Galilei, l’inventore del metodo scientifico moderno che tuttora tutti al mondo utilizziamo, ma anche un artista, uno scrittore, un poeta.

Che possiamo tutti continuare a leggere nel libro dell’Universo: liberi, in pace, nella giustizia, con la potenza del pensiero, con la leggerezza dell’intelligenza e nel cuore.

Viva il Liechtenstein,
Viva la Svizzera,
Viva l’Unione Europea,
Viva l’Italia!

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